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C.1.3.4

Sentimento e ragione
Convivio
in dialogo con Vittorio Mazzucconi
e i suoi ospiti


Incontro 1
31 marzo 2010

Introduzione

Il tema del nuovo Seminario verte sulle due polarità del nostro essere - il sentimento e la ragione - fra cui si svolge la nostra vita.  Non parliamo solo di una vita interiore di cui sono protagonisti il cuore e la mente, ma di un insieme molto più vasto e che si può leggere su diversi piani:  
Questa indagine comincia con l'archetipo dell'albero, la cui lettura porta a quella del corpo umano, quindi a quella delle funzioni dell'anima, e infine alla triade corpo, anima, spirito.
Delle tavole sinottiche chiariscono queste letture, i cui passaggi stimolano a riflessioni su molti piani, dall'oscurità alla luce. Elemento centrale ne é il cuore, luogo dell'unione fra sentimento e ragione, mentre il senso dei tutto viene riconosciuto nell'amore, anima e fine di ogni cosa.

Nel dibattito si discute molto dell'amore ai diversi livelli in cui esso si manifesta, fino al livello più alto, l'amore di Dio, che coinvolge la fede. Parlare però di fede, anche se non in modo confessionale, non è però accettato in  un tenpo come il nostro, che, non credendo a Dio, non crede neppure in un senso della vita e nel suo futuro. 


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Incontro 2
14 aprile 2010

Integrazione nel centro di noi stessi.

Si ripercorre l'insieme dei temi dell'incontro precedente, con l'ausilio delle stesse tavole. Nell'approfondimento acquista particolare importanza il tema del superamento dell'amore terreno nell'amore divino. Laddove il primo conduce invariabilmente a una delusione, l'apirazione all'amore divino, di cui ci parla il mito di Eros e Psiche, apre un livello superiore. Con l'assunzione di Psiche fra gli Dei, l'anima umana scopre la sua divinità, ossia il suo vero essere.
Parallelamente, al di là dell'esaurisi della ragione, sempre più divisa come lo è appunto un amore prossimo alla sua fine, nasce nel nostro animo la possibilità di un percorso più alto - l'intuizione - che  che ci porta alla conoscenza, alla luce.

Nel dibattito si parla dell'ispirazione che, sul piano artistico, è l'equivalente dell'intuizione, ma questo fa oggetto di una discussione molto accesa. Non solo l'uomo di oggi non crede a Dio come il vero senso della vita ma, di conseguenza, anche l'arte non crede all'ispirazione, che ne è la voce interiore, quella che parla all'animo dell'artista.


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Incontro 3
21 aprile 2010

I ritmi della natura, della storia e dell'arte

In analogia con i processi evolutivi dell'albero, del corpo e dell'anima, si esplorano qui altri percorsi fondamentali: il giorno, le stagioni, la vita, in cui si può leggere lo stesso ritmo.
Si allarga poi l'analogia alla civiltà e all'arte e, in questa, si guarda con particolare attenzione all'arte greco-romana e all'arte europea, per sfociare infine nella contemporaneità.
Con la crisi di questa, siamo sempre più consapevoli della discesa in una prossima e anzi quanto mai presente barbarie, che però è qui vista come un necessario passaggio verso la nascita di una nuova civiltà.
L'idea della ciclicità, che è chiaramente la base di questa analisi, è unita, nel pensiero di Mazzucconi. non  solo alla successione delle nascite e delle morti in ogni cosa, ma al suo superamento nel passaggio a un livello superiore di coscienza. L'illuminazione, la resurrezione ci mostrano il cammino, anzi il salto al di là del cammino evolutivo.

Il dibattito che segue mostra ancora una volta l'inevitabile dissenso con chi, limitando lo sguardo    alle condizioni attuali del mondo, può anche darsi ragione della loro  variabilità, molteplicità e distruttività, rifiutando un pensiero e una fede, che propongano invece la speranza del loro superamento.


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Incontro 4
28 aprile 2010

Il femminile e il maschile

Il rapporto fra femminile e maschile equivale a quello fra sentimento e ragione, ed è anche lo stesso il centro interiore in cui si realizza la loro unione.
Il rapporto si legge non solo nel nostro animo, ma nella natura, nell'arte, nella storia, e in un'evoluzione che ci fa intuire un suo possibile superamento.
L'integrazione fra femminile e maschile è fondamentale in ognuno di noi, perché costituisce il gradino per avvinarci al livello più alto: quello dell'integrazione di Dio in noi.

Come negli altri incontri, il dibattito è fra questo pensiero e la sua negazione. Molti si chiedono se il percorso ideale che viene tracciato e il senso che gli diamo è la verità o non è solo una "consolazione". Si cerca una premessa razionale alla fede nella verità, quando essa può trovarsi solo partendo dall'unione in noi e fuori di noi fra sentimento e ragione.    


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Incontro 5
5 maggio 2010

La nascita del figlio

Dall'unione fra femminile e maschile, di cui abbiamo parlato nell’incontro precedente, sui diversi piani in cui essa avviene,  passiamo adesso ad occuparci della “nascita del figlio”.
Questa non va però compresa solo nell’ambito di un rapporto di coppia. Dovremo vederla, anche in questo caso, in modo più generale, parlando del “figlio”a proposito di natura, di arte, di civiltà,  giungendo infine all’idea del figlio di Dio che nasce in noi.  Come possiamo avvicinarci ad essa?

Nel dibattito, questa idea viene associata a quella di illuminazione e a delle ipotesi sulla condizione dell'anima dopo la morte. Invece Mazzucconi vede l'illuminazione come un evento che può essere compreso a diversi livelli, dalla luce del sole che fa maturare il frutto, all'annunciazione che feconda l'anima, alla conoscenza e infine, all'ultimo livello in cui avviene l'unione dell'anima con lo Spirito, quando appunto l'uomo diventa "figlio di Dio". 


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Incontro 6
12 maggio 2010

La libertà e la legge

Il rapporto fra sentimento e ragione può essere letto anche in un'altra forma, che ci tocca più da vicino di quella della nascita spirituale. Il sentimento ci fa pensare in questo caso alla libertà, e la ragione alla legge. Come sempre, è solo l'unione fra le due categorie che fa conseguire all'uomo un equilibrio, lo stesso che, nel corso del seminario, avevamo visto in tante altre forme: nell'albero, nel corpo, nelle funzioni dell'anima, nell'arte, nella civiltà, nel femminile e maschile. 
Non si fa un'indagine sulle diverse teorie che la filosofia ha elaborato sul tema della libertà  ma, seguendo le nostre analogie, si riconosce la libertà nell'impulso vitale che nasce dalla natura, e la legge nella sua elaborazione nelle forme dettate dalla ragione e dalla convivenza umana, con l'anelito a una legge spirituale che forse un giorno l'umanità saprà darsi.

Il dibattito ha messo molto in evidenza il tema della giustizia poiché, senza giustizia, non si dà vera libertà. Si è parlato di leggi che non sempre coincidono con l'idea di giustizia, di una legge di natura, di una legge interiore ma, nel nostro pensiero, la giustizia si definisce essenzialmente come un'armonia fra legge e libertà


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Incontro 7
19 maggio 2010

Polis

La città può essere guardata come una forma del rapporto fra libertà e legge: è come una legge intesa a permettere al suo interno un certo grado di libertà ai cittadini.
Come questo è stato possibile nelle città del passato? Come può esserlo nella metropoli del nostro tempo, a fronte dei problemi che incontriamo nella realtà di ogni giorno? In che modo possiamo contribuire a una sua futura e positiva evoluzione?
La  città è il luogo della vita sociale,  dei suoi conflitti e della loro composizione per opera della legge,  ma è anche il luogo della civiltà, della storia, della bellezza, se sappiamo riconoscerlo e realizzarlo a immagine del nostro ideale.

Nel dibattito, questa realizzazione è stata messa in rapporto con le idee coraggiose di Vittorio Mazzucconi quanto al "vuoto" che occorre realizzare in noi stessi e nella città, perché esso si faccia grembo di nuova nascita. Queste idee sono state espresse nel progetto di una grande e nuova Milano (La  Città a Immagine e Somiglianza dell'Uomo) e in quello per il nuovo centro di Firenze (La Città Nascente) di cui sono stati discussi alcuni aspetti. Per una maggiore informazione vedi  il Seminario "Il Lavoro Spirituale" (marzo-giugno 2009) di prossima pubblicazione presso la Casa Editrice Moretti & Vitali.


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Incontro 8
26 maggio 2010

Il Tempio

Le città di una volta erano sempre raccolte intorno a un centro, in cui sorgeva il tempio.  Esso esprimeva un potere religioso ("femminile", accanto al potere secolare e maschile, o anche “potere del sentimento” accanto a quello della ragione), il cui orientamento era vivo e operante nel cuore di ogni uomo.
Oggi il sentimento è inaridito, il mondo occidentale è del tutto secolarizzato, e la ragione stessa si è estraniata da sé per diventare solo economica e scientifica.  Il recupero dell'idea di tempio, vero centro del nostro essere, è possibile solo sulla base di quell'unione fra sentimento e ragione, femminile e maschile a cui si ispira il nostro Seminario. Ma quale può essere il tempio del nostro tempo? La casa di un Dio come nel tempio greco, la casa di una comunità in preghiera come nella chiesa cristiana, o un'arca in cui cercare rifugio e salvezza da un'imminente catastrofe?

Il dibattito prende diverse direzioni: sull'importanza o meno delle dimensioni di un tempio; sull'agnosticisimo che porta a negare l'esigenza stessa di un tempio e della fede religiosa che lo ispira, sui valori di una civiltà laica, ma Mazzucconi insiste nell'idea del tempio interiore che ognuno di noi deve costruire in se stesso, rendendo anzi se stesso come un  tempio vivente.  Quanto alla domanda su come potrebbe essere il tempio del nostro tempo, egli presenta la testimonianza delle sue "Arche", non come esempio formale ma come interpretazione del dramma della civiltà contemporanea. 


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Incontro 9
9 giugno 2010

L'arte suprema

Nell'ultimo incontro del Seminario si parla di arte, ma non nel modo in cui ne parlano gli addetti ai lavori. Ripercorrendo il  cammino della psiche, si vede che esso inizia con l'arte, per esprimersi poi nella religione, quindi nella filosofia e infine nella scienza. Il ciclo può poi ripetersi, ma c'è in noi l'aspirazione a superarlo nell'intuizione di un livello superiore, in cui l'arte può farsi veicolo di conoscenza, in dialogo con il divino.

Nel dibattito, si spazia dall'idea di una coscienza universale alla differenza fra religione e spiritualità, e all'arte contemporanea, ma si sviluppa particolarmente l'intuizione dell'importanza di far vivere in noi il bambino interiore, in cui sentimento e ragione sono ugualmente presenti, proprio come deve accadere nell'arte. Questi stessi valori sono poi letti su altri piani: come ideale e reale -  citando Shelling che ne auspicava il ricongiungimento - o come spirito e materia, la cui unione è la creazione del mondo che, sul piano fisico, può quindi essere considerata come la più grande arte.

C'è però un ulteriore livello, che trascende il piano fisico. A conclusione del Seminario si porta infatti la serie di forme in cui è stata vista l'unione fra sentimento e ragione fino a una forma ancora più alta, quella dell'unione fra l'anima e Dio, che è appunto l'arte suprema. Poiché risiede in essa la vera realizzazione dell'uomo, si auspica che anche la nostra piccola arte ne sia l'espressione: un'arte che sarà quindi a immagine e somiglianza dell'uomo, l'uomo che ha recuperato la sua unità. Essa corrisponde all'immagine e al pensiero dell'ideale città che è alla base del lavoro di Vittorio Mazzucconi. .


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